Rai: in Cda progetto di accordo con Tv nazionali su digitale
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Rai: in Cda progetto di accordo con Tv nazionali su digitale
Rai: in Cda progetto di accordo con Tv nazionali su digitale terrestre e satellite.
27/05/2008
Il consiglio di amministrazione della Rai ha iniziato l'esame di
un progetto di accordo con le emittenti nazionali per la promozione
delle attività legate al digitale terrestre e l'avvio di una
piattaforma satellitare gratuita.
La discussione, informa una nota
di Viale Mazzini, proseguirà nella prossima riunione del cda. Il
progetto, a quanto si apprende, coinvolge sia Mediaset che La7.
Per
fine giungo è atteso l'arrivo di Rai Quattro, il nuovo canale dedicato
ai giovani che dovrebbe arricchire l'offerta della Tv pubblica sul
digitale terrestre, e "sarà l'iPod del pubblico Rai".
L'azienda
prosegue sulla via che vedrà presto il passaggio alla nuova tecnologia
di trasmissione radiotelevisiva. Il definitivo spegnimento del segnale
analogico (switch-off), se non dovessero esserci intoppi, è previsto
per il 2012.
Il mese scorso, il Consiglio dell'Agcom ha approvato
le condizioni economiche di offerta del 40% della capacità trasmissiva
delle reti digitali terrestri che fanno capo a Rai, RTI e Telecom
Italia Media. Un "affitto" in nome del pluralismo a fornitori di
contenuti indipendenti, che non abbiano nessun rapporto con i
"locatori", e dovuto solo fino al 2012: per allora, infatti, si spera
che lo switch-off sarà stato ultimato.
Le condizioni economiche
approvate sono state adeguate ai criteri previsti dal disciplinare di
gara per l'assegnazione della capacità trasmissiva, prevedendo prezzi
più favorevoli rispetto a quelli inizialmente proposti dagli operatori,
in particolare per i contratti relativi ai fornitori di contenuti
indipendenti.
La Rai si è detta subito disponibile a mettere sul
mercato il 40% del Multiplex B (il Mux A è riservato al servizio
pubblico e non si tocca) che attualmente raggiunge solo il 70% della
popolazione e ospita RaiSportSat, RaiNotizie24, Rai Edu1, Rai Gulp e
Sat2000. Per l'esattezza la Rai affitterà 9,34 Mbit/s su 23,47 totali.
Mediaset, invece, intende cedere il 40% dei Mux 1 e 2: 9,64 Mbit/s su
24,1 totali. Le piattaforme del gruppo di Cologno Monzese, che hanno
una maggiore copertura della popolazione (il Mux 1 l '81% e il Mux 2 il
75%) sono più appetibili anche per la loro capacità di attrarre
investimenti dagli inserzionisti. E non a caso proprio lì si starebbero
concentrando gli sguardi di parecchi editori stranieri.
Ti Media, infine, affitterà il 40% dei suoi due multiplex, di cui uno su base regionale, per un totale di 9,44 Mbit/s.
Intanto
in Sardegna, la prima regione a diventare all digital insieme alla
Valle d'Aosta, procede sempre più veloce verso lo switch-off e per la
fine del 2008 tutti i canali televisivi nazionali e locali si potranno
vedere solo in digitale terrestre.
Il mese scorso il ministero
delle Comunicazioni ha inviato alle emittenti interessate le lettere
che avviano la procedura di assegnazione delle frequenze, in base
all'accordo raggiunto a gennaio scorso al tavolo congiunto con gli
operatori e con l'Agcom.
Le frequenze a disposizione della
digitalizzazione sono 44, suddivise tra operatori nazionali e locali.
Alle Tv nazionali andranno 22 frequenze, con la Rai che ne avrà 6 (in
realtà sono 9 ma i canali che ne scaturiranno saranno comunque 6) così
come Mediaset, mentre TI Media se ne vedrà assegnate 4.
Tra le
altre, due frequenze andranno a Rete A e una all'operatore di telefonia
mobile H3G per la Tv mobile su DVB-H (Digital Video Broadcasting -
Handheld).
Sarebbe previsto anche un dividendo digitale di due
frequenze, che si libereranno e potranno essere così assegnate a nuovi
soggetti, secondo le regole che saranno determinate dall'Agcom e dal
Ministero; 5 frequenze di copertura subregionale costituiranno una
riserva che potrà essere utilizzata nella fase della negoziazione negli
accordi nazionali e bilaterali con i Paesi confinanti.
Un recente
studio presentato da EMCA (European Media Consulting Association),
"Digital Switch Over - Status quo and outlook", rileva che in Italia il
processo di digitalizzazione procede lentamente.
La Ricerca, che
analizza la situazione attuale in Europa sulla transizione alla Tv
digitale, riferisce che in Francia, Italia, Spagna e Germania, il
totale delle abitazioni televisive che usa ricevitori digitali (2007) è
tra il 40% e il 47%.
Diversa la situazione per la Tv terrestre che
gioca ancora un ruolo dominante in Spagna e Italia: più del 75% delle
televisioni riceve le trasmissioni in modalità terrestre.
Da Key4biz: Raffaella Natale
27/05/2008
Il consiglio di amministrazione della Rai ha iniziato l'esame di
un progetto di accordo con le emittenti nazionali per la promozione
delle attività legate al digitale terrestre e l'avvio di una
piattaforma satellitare gratuita.
La discussione, informa una nota
di Viale Mazzini, proseguirà nella prossima riunione del cda. Il
progetto, a quanto si apprende, coinvolge sia Mediaset che La7.
Per
fine giungo è atteso l'arrivo di Rai Quattro, il nuovo canale dedicato
ai giovani che dovrebbe arricchire l'offerta della Tv pubblica sul
digitale terrestre, e "sarà l'iPod del pubblico Rai".
L'azienda
prosegue sulla via che vedrà presto il passaggio alla nuova tecnologia
di trasmissione radiotelevisiva. Il definitivo spegnimento del segnale
analogico (switch-off), se non dovessero esserci intoppi, è previsto
per il 2012.
Il mese scorso, il Consiglio dell'Agcom ha approvato
le condizioni economiche di offerta del 40% della capacità trasmissiva
delle reti digitali terrestri che fanno capo a Rai, RTI e Telecom
Italia Media. Un "affitto" in nome del pluralismo a fornitori di
contenuti indipendenti, che non abbiano nessun rapporto con i
"locatori", e dovuto solo fino al 2012: per allora, infatti, si spera
che lo switch-off sarà stato ultimato.
Le condizioni economiche
approvate sono state adeguate ai criteri previsti dal disciplinare di
gara per l'assegnazione della capacità trasmissiva, prevedendo prezzi
più favorevoli rispetto a quelli inizialmente proposti dagli operatori,
in particolare per i contratti relativi ai fornitori di contenuti
indipendenti.
La Rai si è detta subito disponibile a mettere sul
mercato il 40% del Multiplex B (il Mux A è riservato al servizio
pubblico e non si tocca) che attualmente raggiunge solo il 70% della
popolazione e ospita RaiSportSat, RaiNotizie24, Rai Edu1, Rai Gulp e
Sat2000. Per l'esattezza la Rai affitterà 9,34 Mbit/s su 23,47 totali.
Mediaset, invece, intende cedere il 40% dei Mux 1 e 2: 9,64 Mbit/s su
24,1 totali. Le piattaforme del gruppo di Cologno Monzese, che hanno
una maggiore copertura della popolazione (il Mux 1 l '81% e il Mux 2 il
75%) sono più appetibili anche per la loro capacità di attrarre
investimenti dagli inserzionisti. E non a caso proprio lì si starebbero
concentrando gli sguardi di parecchi editori stranieri.
Ti Media, infine, affitterà il 40% dei suoi due multiplex, di cui uno su base regionale, per un totale di 9,44 Mbit/s.
Intanto
in Sardegna, la prima regione a diventare all digital insieme alla
Valle d'Aosta, procede sempre più veloce verso lo switch-off e per la
fine del 2008 tutti i canali televisivi nazionali e locali si potranno
vedere solo in digitale terrestre.
Il mese scorso il ministero
delle Comunicazioni ha inviato alle emittenti interessate le lettere
che avviano la procedura di assegnazione delle frequenze, in base
all'accordo raggiunto a gennaio scorso al tavolo congiunto con gli
operatori e con l'Agcom.
Le frequenze a disposizione della
digitalizzazione sono 44, suddivise tra operatori nazionali e locali.
Alle Tv nazionali andranno 22 frequenze, con la Rai che ne avrà 6 (in
realtà sono 9 ma i canali che ne scaturiranno saranno comunque 6) così
come Mediaset, mentre TI Media se ne vedrà assegnate 4.
Tra le
altre, due frequenze andranno a Rete A e una all'operatore di telefonia
mobile H3G per la Tv mobile su DVB-H (Digital Video Broadcasting -
Handheld).
Sarebbe previsto anche un dividendo digitale di due
frequenze, che si libereranno e potranno essere così assegnate a nuovi
soggetti, secondo le regole che saranno determinate dall'Agcom e dal
Ministero; 5 frequenze di copertura subregionale costituiranno una
riserva che potrà essere utilizzata nella fase della negoziazione negli
accordi nazionali e bilaterali con i Paesi confinanti.
Un recente
studio presentato da EMCA (European Media Consulting Association),
"Digital Switch Over - Status quo and outlook", rileva che in Italia il
processo di digitalizzazione procede lentamente.
La Ricerca, che
analizza la situazione attuale in Europa sulla transizione alla Tv
digitale, riferisce che in Francia, Italia, Spagna e Germania, il
totale delle abitazioni televisive che usa ricevitori digitali (2007) è
tra il 40% e il 47%.
Diversa la situazione per la Tv terrestre che
gioca ancora un ruolo dominante in Spagna e Italia: più del 75% delle
televisioni riceve le trasmissioni in modalità terrestre.
Da Key4biz: Raffaella Natale















